• chiarapesentiagost

Cheddonna e la sala d'attesa.

solo per un momento, ringraziava Erasmo Pisano per averglielo regalato.

Cheddonna e la sala d’attesa.

Pubblicato il: 26 Gennaio 2012

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“Pronto, dottoressa Acchetti? Buongiorno, sono Cheddonna. Volevo fissare un appuntamento per IlPrincipe…mi sembra un po’ pallidinoe non vorrei che si ammalasse proprio nel week-end…” “Blablabla…” “Come? Sì, lo so che è venerdì e lei ha l’ambulatorio pieno, ma proprio per evitare l’attesa non mi potrebbe dare un appuntamento, così non perdiamo tempo?” “Blablablabla…” “Ah, capisco. In questo caso verrò durante l’orario di visita. Arrivederci” e Cheddonna, visibilmente alterata, chiuse la comunicazione. Dopo aver fatto indossare a IlPrincipe un cappellino di lana e un giubbotto pesante per ripararlo dalla frizzante brezza primaverile e averlo fatto salire a bordo del suo X5, Cheddonna si accinse ad affrontare i duecento metri che separavano casa sua dall’ambulatorio della dottoressa Acchetti, incurante del traffico dell’ora di punta. “Ecco fatto. Non è stato poi così difficile trovare parcheggio, oggi” disse, calandosi a terra dalla parte della strada, proprio nel momento in cui un nonno, trovando il marciapiede completamente invaso dal mastodontico suv, le passava accanto, spingendo un passeggino. “Non aveva un altro posto per parcheggiare, magari all’inferno?” sbottò l’anziano signore. Cheddonna finse di non aver sentito e, bruciando sul tempo una donna che teneva per mano tre bambini, suonò il campanello dell’ambulatorio ed entrò nella sala d’aspetto, trascinando con sé IlPrincipe. “Corri, tesoro, dobbiamo assolutamente essere i primi!” gli sussurrò all’orecchio. Ma, appena entrata, realizzò che altre quindici madri avevano avuto la sua stessa ambizione, tutte prima di lei. Tra esse, con l’aria di chi ha raggiunto un traguardo importante, sedevano Cheddolce, con Pittibimbo in braccio, e Lastregadisopra, con accanto Tuttasuopadre, visibilmente raffreddata. “Buon giorno, signora. Ciao, Cheddolce. Anche voi qui!” salutò Cheddonna, con una punta di invidia nella voce. “Buongiorno,” rispose con un sorriso affettato Lastregadisopra. “Ciao, tesoro! Ciao, IlPrincipe” fece eco con aria soave la sorella di Cheddonna. “Che ci fate qui?” “Veramente volevo chiedere alla dottoressa Acchetti qualche valido ricostituente, sai, con il cambio di stagione le difese immunitarie calano pericolosamente e…” “Non me ne parli, signora! Quando arriva la primavera Tuttasuopadre è sempre raffreddata.

La dottoressa pensa possa trattarsi di un’allergia alla polvere, ma…si vede che non fa mai visite a domicilio! Altrimenti saprebbe che la polvere in casa mia non esiste!” si intromise Lastregadisopra. “Certo, è ovvio. E tu perché sei qui?” rispose educatamente Cheddonna, spostando immediatamente l’attenzione sulla sorella. “Siamo qui per un altro certificato di buona salute. Pittibimbo ha voluto assolutamente che lo iscrivessi al corso di polo e il certificato che aveva fatto a settembre lo hanno trattenuto al tennis club!” “Corso di polo?” pensò tra sé Cheddonna. “Devo assolutamente iscrivere anche IlPrincipe!” “Capisco! È molto che aspetti?” si informò subito dopo. “Assolutamente no! Ho preso appuntamento due settimane fa e avrei dovuto essere la prima, ma quando sono arrivata c’era già qualcuno dentro…” disse Cheddolce, con la voce incrinata da un lieve disappunto. In quel momento la porta dell’ambulatorio si aprì, e ne uscirono Bimbo X e Laluisa, che spingeva il passeggino con Lilli, la sua bimba di due anni. “Mi raccomando, signora!” la congedò la dottoressa Acchetti, roteando il fonendoscopio rosa che usava per far giocare i bambini durante le visite. “Aria aperta e movimento!” e rivolse un sorriso complice ai piccoli pazienti. Mentre Pittibimbo entrava nell’ambulatorio, Cheddolce salutò la sorella dicendo: “Uno di questi giorni verrò a far visita a Nonnanenna. Ho avuto così tanto da fare negli ultimi mesi! salutamela tanto!” e sparì, chiudendosi la porta alle spalle.



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